Ho i piedi doloranti, i polpacci durissimi e una stanchezza generale che non mi abbandona.
Non sono abituata a lavorare tanto. Sono nata fortunata.
Ora, per recuperare, dopo la sfacchinata di questi giorni, avrei bisogno di andare a dormire almeno tre pomeriggi di fila. Dalle due alle cinque. E alzarmi dal letto con la pelle stropicciata: quei segni testimoni del fatto che si è dormito profondamente e non ci si è girati e rigirati tra le lenzuola. Sì, perché andare a letto di pomeriggio è davvero riposante. A me piace di più che dormire la notte.
Ma domani, dopo un'altra estenuante giornata, guarderò i quadri appesi alle pareti, le seggiole mai usate, i portapenne trasparenti, le porte laccate di bianco, il famoso lavandino arancio e sarò ripagata della fatica.
Di sicuro troverò anche la forza per andare, la sera, a sedermi al mio preferito sushi bar e godermi un sorriso dagli occhi a mandorla.