Il tempo corre alla velocità della luce. Ricordo tutto nitidamente, ho l’impressione che situazioni vissute un paio d’anni fa siano trascorse solo da pochi giorni. Stento a crederci. Mi ritrovo a vivere il cambio delle stagioni come si vedono montate nei film. Avete presenti quei film girati a New York dove Central Park fa da scenografia naturale e ad un certo punto della storia d’amore cade la neve, germogliano le foglie, c’è verde ovunque e poi giallo, arancio, marron? Sì, le foglie che cadono.
Più di due settimane fa ero a Milano e naturalmente mi pare di esserci stata ieri. Non ho la corretta percezione del tempo. E questa è una cosa che non mi fa stare bene. In ogni caso mi rimane memoria fresca dei discorsi fatti, dei volti delle persone conosciute e dei pensieri scaturiti alla vista della 'fauna' milanese (che ho cercato di studiare pur non avendo a disposizione nessun manuale di antropologia e tanto meno la lucidità necessaria data la concentrazione degli stimoli ricevuti -soprattutto 'richiami' di vetrine-).
Ovvio in borsa tenessi un taccuino, ma non l’ho usato molto, unicamente per riportarci alcuni indirizzi e qualche nome. Gli appunti, in realtà, non sono stati mai ordinati perché mai scritti. Generici perché non necessariamente approfonditi e/o documentati.
Ecco a voi, gli 'appunti di memoria' presi a Milano:
• la prima cosa che ho visto è stato un
anello vibratore appeso alla bacheca dell’appartamento della mia amica (scelta tipicamente goliardica)
• esistono ancora negozi molto frequentati dove non si può effettuare il pagamento tramite pos
• i tram sono nuovi e puliti (lo dico anche se sono salita solo su uno ed ho percorso una tratta pari -in tempo- a cinque minuti)
• la città, come i tram, è pulita e ordinata
• si può non ritrovare un negozio, pur essendoci stati altre volte (è così che mi son persa gli occhiali vintage!)
• un aperitivo non costa da nessuna parte meno di cinque euro (io ne ho spesi ventiquattro per tre spritz, ma mi sono tenuta questo
oggetto dal riuscitissimo design 'anonimo' (termine usato nella sua accezione non negativa e a tal proposito mi viente in mente un libro intitolato giustappunto: "
Design Anonimo in Italia")
• '
10 corso como', checchè se ne dica, resta un concept-stor favoloso
• in due giorni non sono stata assieme ad un milanese nato a Milano e non trapiantato (ah sì, ad uno, per la verità, sì: fa il commesso, ha la moto, non ha un centimetro di pelle libero da tattoo e per la mezz’ora che è rimasto in nostra compagnia ha biascicato, forse, venti parole)
• in ogni momento e in ogni dove si uniscono (alcuni durante il primo aperitivo, altri durante il secondo, altri ancora a cena) al gruppo di amici altri amici, ma che poi spariscono nel nulla (nessuno saluta nessuno, lo fanno poi con una telefonata), è un 'impasto' continuo di gente eterogenea
• 'gli amici, qui, lontani da casa, diventano la tua famiglia', frase detta dalla mia amica, che se un tempo avrebbe potuto sembrarmi una non verità l’ho, al contrario, intesa appieno
• sembra che
Rossana Orlandi ('calco' delle due sorelle,
Franca e
Carla, ben più famose?) abbia rubato potere a Carla Sozzani e al suo '10 corso como'
• al ristorante '
Pane e Acqua' voluto dalla Orlandi e nato all'interno del suo spazio dovevamo andare, ma naturalmente non siamo riusciti a trovare un tavolo libero
• Carla Sozzani indossava neri calzini di cotone con sandali bassi, gonna a ruota nera e camicia bianca, un nastro di raso tra i capelli a sostenere la coda: sempre uguale a sé stessa (come la sorella d’altronde) -l'ho incontrata in corso Como mentre sorreggeva una vecchietta-
• Milano è una città invasa da giovani, e per i 'ragazzi della moda' -veramente giovanissimi- un trentenne è fuori dal giro (pensano loro, forse, di non lavorare più dopo i trenta?)
• i 'ragazzi della moda' sputano nel piatto dove mangiano e sono pseudo-alternativi
• le commesse de 'la Rinascente' sono deliziose: cortesi e disponibili, ti propongono
borse da sogno come lavorassero alla bancarella di un qualsiasi mercato di paese (e così dev'essere!)
• tutta la zona Ticinese è come si trasformasse, nelle serate del fine settimana, in un luogo dove c'è una festa aperta a tutti: io non ho mai visto tanta gente assieme -e tutti bevono birra viste le centinaia di bottiglie vuote lasciate in ogni dove- se non per un apparente motivo
• '
Diesel Wall': dare spazio (il muro si trova vicino alle Colonne di San Lorenzo) all'
arte contemporanea in uno
spazio pubblico è frutto dei tempi moderni e arrivato quest'anno alla quarta edizione può essere definito un'idea azzeccata
• arte ancora alla portata di tutti con la '
Cow Parade': incontrare le
coloratissime mucche per le vie della città è rallegrante, poi ho potuto 'dare' una dimensione originale alla mia
riproduzione sistemata tra i volumi della libreria
Con le mucche d'artista concludo e vi saluto. Tornerò a Milano in settembre. Io ho bisogno di smog.