Penso ad un post che mi causa apprensione ancora prima di essere scritto –ché capisco poco di musica anche se ne ascolto tanta e di nicchia. Ascolto il jazz sapete? E mi piace. Purtroppo non so percepire certi virtuosismi.
Calzo le ballerine e prima di uscire dico no, no mi metto le all-star che vedrai che Giovanni suonerà con quelle. Un pianista con le all-star ai piedi: sai che figo?
Allevi le ha blu e io bianche.
Introduce, quasi a sottovoce, ogni composizione prima di suonarla, racconta in quali momenti è stato raggiunto dalle melodie. Parla lentamente ed una mano è sempre appoggiata al pianoforte, sta attaccato allo strumento, non si discosta un attimo. Ogni brano è suonato con trasporto. E’ bravissimo e l’ascolto è piacevole, coinvolgente. Il suono emesso dal pianoforte è pulito, perfetto. L’acustica è ottimale.
E’ un pianista compositore classico contemporaneo –nemmeno io lo definisco un jazzista-, per carità, più 'facile' da ascoltare anche per gli orecchi meno allenati (certa musica, a volte, piace meno per il fatto di non essere preparati a recepirla, per il fatto anche di mancare in una preparazione tecnica), eppure non si può dire sia meno bravo.
Mi conquista la sua aria da genio moderno: la testa protesa in avanti non solo mentre suona, ma allo stesso modo quando fugacemente argomenta le musiche; la capigliatura riccia e scompigliata e la felpa gettata a terra prima dell’esecuzione di
'Jazzmatic' -con la motivazione che essendo un brano movimentato di sicuro gli verrà caldo-. Il suo apparire è timido. Ringrazia per gli applausi in maniera ossequiosa, come a dire di non meritarli. E’ generoso, da parte di un artista, calarsi tra il pubblico. Non tutti lo sanno fare con la stessa eleganza, senza presunzione.
Ho letto tanto sulla musica di Giovanni Allevi, per avere un’idea precisa di ciò che altri, musicalmente più preparati di me, possono avere. Un dramma! La rete si sa è estesa e si trova di tutto, ma mai credevo di imbattermi in opinioni (ho cercato, principalmente, di far riferimento a parole di musicisti pur se non professionisti) tanto discordanti.
Si passa da definirlo il 'Mozart del 2000' a dire che lui non discorra mai, nelle sue interviste, di musica. Sembra parli di pasta col tonno (a dir la verità l’intervista televisiva dove parlava della pasta col tonno l'ho vista anch’io, ma cha male c’è?).
Si elogia il fatto abbia suonato al
Blue Note di New York con il tutto esaurito -come consacrazione avvenuta nel tempio del jazz- e poi qualcuno scrive che il Blue Note fosse noleggiato e il pubblico invitato e non pagante. Leggende metropolitane?
Si dice non possa essere paragonato a
Stefano Bollani -per stare in ambito italiano-, e tanto meno a
Keith Jarrett, che quelli sì, sono musicisti! Perché forzatamente confrontare? E confrontare musiche, a mio avviso, diverse? Una melodia deve sempre essere complessa per definire il compositore un bravo compositore?
Allevi, ha forse infranto un tabù rendendo così pop il pianoforte?
Nell’attesa di essere letta da un musicista che mi illumini.