PIANETA TERRA


l'opera - mimmo rotella -


il libro - la solitudine dei numeri primi -


il film - sex and the city-

il cd - vampire weekeand -

il personaggio - lou doillon -


l'abito -kenzo a-i 08/09-

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venerdì, 30 marzo 2007

Plumbea atmosfera







scatti personali

Perchè ci sono le giornate grigie. E anche il cielo è grigio. E ho la malinconia che si infittisce. Come le nuvole.
postato da: mllechanel alle ore 11:06|commenti (4)| p.link
mercoledì, 28 marzo 2007

Plasticismo


Djimon with Octopus, Hollywood, 1989
Herb Ritts

"Trovo che oggi molto spesso ci si preoccupi troppo di avere la macchina giusta, la pellicola giusta, il giusto obiettivo e tutti gli effetti speciali che li accompagnano, per non parlare del computer. Si trascura la cosa essenziale, che è trovare il proprio stile, procedere a tentoni per riuscire a fare finalmente le cose come si sentono." (Herb Ritts)
postato da: mllechanel alle ore 18:06|commenti (3)| p.link
martedì, 20 marzo 2007

Avvertenza: leggere sempre con attenzione

Il numero di 'Marie Claire' Italia di questo mese è stato proposto in una versione raddoppiata -ovvero due riviste che valgono una- e Vera Montanari (il direttore) nella 'prima pagina' dà le motivazioni di questa scelta. Nell'ordine spiega che in redazione si erano stancati di ricevere lettere ed e-mail con le quali le lettrici si lamentavano del peso della rivista, che volevano festeggiare il ventesimo compleanno sorprendendo con alcune diverse iniziative, che piaceva l'idea di raccontare le due anime -nazionale e internazionale- di Marie Claire e come ultima il direttore  voleva rappresentare il sue cuore spezzato perché il numero di marzo sarebbe stato il suo utimo (Antonella Antonelli prenderà, infatti, il suo posto).
In più nel terzo dei motivi si chiarisce la scelta, per una delle due copertine, della modella Bianca Balti, per rappresentare così l'Italia. Vera Montanari scrive: "...la super top approdata anche al cinema (ha appena girato un film con Abel Ferrara), che con la sua bellezza mediterranea (perdipiù durante lo shooting della copertina era incinta di tre mesi) rappresenta meravigliosamente lo stile del nostro paese e la nuova tendenza (speriamo!) a una femminilità più morbida".
Continuando nella lettura della rivista ci si imbatte in una intervista alla modella Balti che alla domanda: "1.75 per 49 chili: per il ministro melandri non dovrebbe sfilare. Cosa risponde?". Lei: "Di non creare una soluzione semplicistica a una malattia, l'anoressia, che semplice non è. E non serve licenziare noi taglia 38 che siamo nate così e stiamo bene".
Una taglia 38 che pesa 49 chili per 1.75 di altezza può essere considerata una bellezza mediterranea ed essere modello di una femminilità più morbida?

























spring 2007
Bianca Balti
for
Christian Dior
e
Valentino


Avessero avuto la decenza di pubblicare l'intervista sul numero successivo! Almeno non mi veniva in mente di tornare alle parole della Montanari, per avere conferma di quello che ricordavo di aver letto.
Non posso che diventare nervosa e giurare a me stessa di non leggere più interviste a modelle (che tutte intanto dicono le stesse cose).  Perbeniste borghesi che vogliono sposarsi per costruire una famiglia con almeno tre figli (questa è la media che ho calcolato). Mangione divoratrici di schifezze ad ogni ora del giorno (Bianca Balti dichiara di aver mangiato nel giorno dell'intervista di cui sopra: "...al mattino: capuccino e brioche. Alle 11 toast e spremuta. Pranzo con bistecca e contorno. Più tardi, una crepe con la nutella. Stasera una pizza. E poi yogurt e cioccolatini.").
Ci raccontano tutte le medesime pallosissime bugie. Sarà pure che qualcuna di loro ha la fortuna di avere un metabolismo veloce (direi fulmineo), ma tutte? Tutte loro ce l'hanno e io no.
Salvo poi leggere, su 'Vanity Fair' di questa settimana, un articolo della modella Sveva Aliviti per mezzo del quale rivela che nell'ambiente della moda le colleghe si cibano di ovatta imbevuta di succo d'arancia, fanno la dieta del sottaceto e credono che l'acqua  frizzante faccia ingrassare.
Anche Sveva alla fine si tradisce: "...è vero, ci sono lati oscuri: a volte veniamo trattate come manichini e dobbiamo rispettare regole ferree (la famosa taglia 38), ma nessuno ci obbliga a farlo, siamo noi che decidiamo." Mi chiedo come farà lei a mantenere la taglia 38.
postato da: mllechanel alle ore 23:55|commenti (4)| p.link
lunedì, 19 marzo 2007

L'orologio degli dei e le all-star ai piedi

Penso ad un post che mi causa apprensione ancora prima di essere scritto –ché capisco poco di musica anche se ne ascolto tanta e di nicchia. Ascolto il jazz sapete? E mi piace. Purtroppo non so percepire certi virtuosismi.

Calzo le ballerine e prima di uscire dico no, no mi metto le all-star che vedrai che Giovanni suonerà con quelle. Un pianista con le all-star ai piedi: sai che figo? Allevi le ha blu e io bianche.
Introduce, quasi a sottovoce, ogni composizione prima di suonarla, racconta in quali momenti è stato raggiunto dalle melodie. Parla lentamente ed una mano è sempre appoggiata al pianoforte, sta attaccato allo strumento, non si discosta un attimo. Ogni brano è suonato con trasporto. E’ bravissimo e l’ascolto è piacevole, coinvolgente. Il suono emesso dal pianoforte è pulito, perfetto. L’acustica è ottimale.
E’ un pianista compositore classico contemporaneo –nemmeno io lo definisco un jazzista-, per carità, più 'facile' da ascoltare anche per gli orecchi meno allenati (certa musica, a volte, piace meno per il fatto di non essere preparati a recepirla, per il fatto anche di mancare in una preparazione tecnica), eppure non si può dire sia meno bravo.
Mi  conquista la sua aria da genio moderno: la testa protesa in avanti non solo mentre suona, ma allo stesso modo quando fugacemente argomenta le musiche;  la capigliatura riccia e scompigliata e la felpa gettata a terra prima dell’esecuzione di 'Jazzmatic' -con la motivazione che essendo un brano movimentato di sicuro gli verrà caldo-. Il suo apparire è timido. Ringrazia per gli applausi in maniera ossequiosa, come a dire di non meritarli. E’ generoso, da parte di un artista, calarsi tra il pubblico. Non tutti lo sanno fare con la stessa eleganza, senza presunzione. 

Ho letto tanto sulla musica di Giovanni Allevi, per avere un’idea precisa di ciò che altri, musicalmente più preparati di me, possono avere. Un dramma! La rete si sa è estesa e si trova di tutto, ma mai credevo di imbattermi in opinioni (ho cercato, principalmente, di far riferimento a parole di musicisti pur se non professionisti) tanto discordanti.
Si passa da definirlo il 'Mozart del 2000' a dire che lui non discorra mai, nelle sue interviste, di musica. Sembra parli di pasta col tonno (a dir la verità l’intervista televisiva dove parlava della pasta col tonno l'ho vista anch’io, ma cha male c’è?).
Si elogia il fatto abbia suonato al Blue Note di New York con il tutto esaurito -come consacrazione avvenuta nel tempio del jazz- e poi qualcuno scrive che il Blue Note fosse noleggiato e il pubblico invitato e non pagante. Leggende metropolitane?
Si dice non possa essere paragonato a Stefano Bollani -per stare in ambito italiano-, e tanto meno a Keith Jarrett, che quelli sì, sono musicisti! Perché forzatamente confrontare? E confrontare musiche, a mio avviso, diverse? Una melodia deve sempre essere complessa per definire il compositore un bravo compositore?
Allevi, ha forse infranto un tabù rendendo così pop il pianoforte?

Nell’attesa di essere letta da un musicista che mi illumini. 
postato da: mllechanel alle ore 11:58|commenti (7)| p.link
martedì, 13 marzo 2007

Fuori dalla porta di casa








scatti personali - marzo 2007
postato da: mllechanel alle ore 19:13|commenti (8)| p.link