PIANETA TERRA


l'opera - mimmo rotella -


il libro - la solitudine dei numeri primi -


il film - sex and the city-

il cd - vampire weekeand -

il personaggio - lou doillon -


l'abito -kenzo a-i 08/09-

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

visitato *loading* volte
mercoledì, 28 febbraio 2007

I famosi '80

Gira per casa il cubo di Rubik, acquistato sull'onda del film di Muccino -'La ricerca della felicità'- dove Chris Gardner (interpretato da Will Smith) lo risolve in pochi minuti. Personalmente, quel cubo l'ho visto per la prima volta in mano ai miei cugini parigini, ora ci giro alla larga: io non ho testa per ricostruire le sue facce colorate. In ogni caso ha scatenato una serie di ricordi.
Negli '80 ero una bambina, quindi la moda di quel decennio l'ho vissuta per l'età che avevo, ciò non toglie che anche il mio modo di vestire non fosse influenzato dalle tendenze di quegli anni -tendenze che, rivisitate e 'purificate' dal trash di allora, sono nuovamente proposte-.
Portavo al polso un numero imprecisato di braccialetti di gomma neri -Madonna era l'esempio da seguire- e un solo orecchino con un piuma tinta di fucsia. Questa la mia fase rocchettara e  internazionale, ma nulla di più, ero troppo piccina.
Era il periodo dei paninari e anche se ora mi vergogno a dirlo, quella sì, è stata una fase più lunga -decisamente italiana ed impregnata di provincialismo-. Calzettoni Burlington e Timberland, jeans El Charro (con quella rosellina rossa ricamata sul taschino che mi faceva impazzire tanto mi piaceva). Felpe e felpe: Best Company, Naj-Oleari, Enrico Coveri, indossate con quelle enormi spalline dotate di velcro perché stessero ferme, cosa che non serviva e allora le ripiegavo sulla bretellina del reggiseno.
Lo zainetto Invicta l'ho avuto solo dopo, erano già i '90. Questo mi faceva invidiare chi lo poseddeva e arriva a scuola con il Rapido e lo zaino su una sola spalla.
I ricordi più carini tuttavia sono legati alle lacrime versate durante la visione del 'Tempo delle mele' (l'invidia qui era verso Vic, per la fortuna di avere una nonna come Poupette) e al sogno (sognare non fa mai male, vero?) di diventare un'artista come Coco Hernandez, fosse stato solo  per indossare gli scaldamuscoli. La frase, diventata famosa, di Lydia Grant mi stimolava moltissimo: "Voi fate sogni ambiziosi, successo, fama, ma queste cose costano ed è qui che si comincia a pagare, col sudore".

Che ero piccola lo testimonia anche la memoria delle domeniche, quando la mattina sdraiata sul tapetto e davanti alla tv facevo gli esercizi con Barbara Bouchet o quando, davanti allo specchio, imitavo il balletto di Heather Parisi al suono di Cicale.
Bellissima e mai dimenticata la copertina del vinile 'USA for Africa' con quel supergruppo di cantanti riunitisi per cantare 'We Are the World'. Rimanevo incantata davanti ai capelli biodi con ciuffo rosso di Cyndi Lauper (ma allora non sapevo fosse lei).

E molto ancora.
Essere grandi nel decennio degli '80 avrebbe voluto dire altro, non nego che li avrei 'cavalcati' volentieri con i trentanni di oggi.
postato da: mllechanel alle ore 18:53|commenti (4)| p.link
venerdì, 16 febbraio 2007

Il potere della tecnologia

Vivere in una valle anche se non molto lontana da una città bellissima e molto turistica, a volte, non è così semplice.
Io ci sguazzo in mezzo al mio bel verde, alla fortuna di avere un cortile dove tenere tre cani di taglia maxi senza l'obbligo di portarli a passeggio (perchè tutto quel posto è quasi troppo pure per loro), alla  possibilità di uscire  in camiciola  appena sveglia a bere il caffè (che tanto nessuno mi vede). Io ci sguazzo quando l'aria è pungente ed esco sul patio a fare un respiro profondo e mi pizzicano le narici tanto l'aria è pulita, quando apro le braccia nude per sentire il vento o quando alzo gli occhi per guardare le punte dei cipressi. Non cambierei il mio vivere, ma quando accendevo il pc e prima di vedere una pagina internet completamente aperta dovevo aspettare minuti, detestavo la campagna con la sua natura e i suoi cinguettii di uccellini. Vivere in un nuovo anno, il 2007, con una linea telefonica vetusta che quando andava bene prima di connettermi dovevo tentare e ritentare perché la linea cadeva in continuazione, ecco questo si poteva definire la negazione dei tempi moderni.
Ora qui la tecnologia è arrivata e mi sembra di stare sul set de 'Il Quinto Elemento' di Luc Besson.

L'immagine “http://www.delos.fantascienza.com/delos30/fehostes.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Dopo l'istallazione dell'apparecchio per l'ADSL Wi-Fi (qui in valle solamente la la linea ISDN copre il territorio, dell'ADSL non se ne parla) il geek-informatico di casa mi ha procurato un piccolo aggeggio bianco che per me è futuristico.
Seduta sul divano, al tavolo della cucina o sotto le coperte con la 'mela portatile' appoggiata sulle ginocchia e senza nessun filo di collegamento mi pare di vivere a Manhattan e mi viene in mente lei.
postato da: mllechanel alle ore 23:21|commenti (15)| p.link
mercoledì, 07 febbraio 2007

Incontri sconosciuti











scatti personali
Centre Georges Pompidou - Parigi 2005
postato da: mllechanel alle ore 10:30|commenti | p.link
sabato, 03 febbraio 2007

Etnie











scatti personali - Parigi 2005
postato da: mllechanel alle ore 00:17|commenti (1)| p.link
giovedì, 01 febbraio 2007

Riflessioni

E' possibile che io investa molto di me stessa -opinioni e meditazioni, esperienze, emozioni e sentimenti- in rapporti interpersonali e soltanto dopo anni mi renda conto che quei rapporti fossero a senso unico?
Non sto, ora, a fare discorsi tediosi sul 'dare e ricevere', ma essendo questa una consapevolezza sopraggiunta e che mi ha colto impreparata turbandomi di conseguenza, non posso altro che prendere atto di avere disturbato persone alle quali di me non interessava nulla. O poco.
Meglio tardi che dare noia per anni ancora.
La superficialità nelle relazioni umane serve a stare meglio? A non farsi carico di responsabilità stimolate dall'affetto che vanno ad attaccare la propria sensibilità rendendola recettiva al sentire altrui?
Vivere imprimendo poca verità di sentimento a ciò che si potrebbe trasmettere attraverso le attenzioni impalpabili create dalle parole mi sembra sia diventato una costante. Disgraziata.
postato da: mllechanel alle ore 11:20|commenti (5)| p.link