PIANETA TERRA


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il film - sex and the city-

il cd - vampire weekeand -

il personaggio - lou doillon -


l'abito -kenzo a-i 08/09-

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martedì, 23 gennaio 2007

I preziosi orecchini

Non sono gelosa di prestare un catalogo di una mosta o un cd, una borsa o una sciarpa, e questo in definitiva vale per moltissime altre mie cose. Se mi viene chiesto, elargisco tutto volentieri. A dir la verità, vado piuttosto fiera che mi si chiedano per un'occassione particolare certi 'oggetti', significa che sono stati notati e che piacciono. Ma qui -come potrebbe essere altrimenti?-, sorge il problema: la persona alla quale presterò questo o questaltro avrà la stessa cura che avrei io?
Domenica ho quindi, senza nessuna titubanza, proposto io stessa a mia madre di indossare i famosi (e poi vi diro perchè) orecchini di Chanel. Non avrebbe, di fatto, trovato gioiello migliore per completare la sua mise. Naturale. Se manca il mio tocco non si esce.
Al ritorno, nel restituirmeli, mi racconta che durante il pranzo le si era sfilato un orecchino e che per un po' non aveva ritrovato la chiusura che lo tiene fermo al lobo. Sconfortata aveva guardato a terra e non potendo, in ogni caso, concentrare tutta la sua attenzione nella ricerca con nonchalant aveva continuato a conversare.
A questo punto del racconto, istintivamente li prendo in mano e noto che ogni dettaglio è come alla consegna. Prosegue la narrazione e mi dice essersi poi accorta che l'amico sedutole accanto stava giocherellando con un affarino circolare e trasparente.
Gli orecchini sono ora racchiusi nella scatolina, al sicuro.
E io sono sicura di darglieli ancora, ma solo, solo se me li chiede lei.



Loro arrivano da Ginevra. Una amabilissima commessa riuscì, dopo una serie di telefonate a reperirli solo là. Un giorno di primavera entrai nella boutique Chanel di Venezia così per sbirciare e senza vero interesse chiesi alla signora Francesca -questo il nome, che non posso dimenticare, della commessa- di quegli orrecchini che mi avevavo particolarmente colpito e che non avevo mai trovato, pur se con ricerche spasmodiche, né su giornali o in pagine internet e tanto meno sul sito della maison, ma  che  vidi  indossati una sola volta e da un personaggio della tv.
Rimasi delusa perché lei non ne conosceva il disegno, ma fu così accorta da chiedere informazioni ad un'altra commessa che forse ne avrebbe saputo di più dal momento che lavorava a Parigi e che era a Venezia per direttive di carattere organizzativo. Subito disse che gli orecchini in questione esistevano -non c'erano dubbi!- ed avevano riscosso un enorme successo.
Già il giorno dopo ricevetti una telefonata per avvisarmi che un solo paio era stato 'ritrovato' nella boutique di Ginevra e che se gli avessi voluti acquistare me li avrebbero fatti avere mezzo corriere. Immediatamente dedussi che la produzione Chanel è limitatissima e che non li facevano avere ai negozi italiani. Bene, anche il costo sarebbe stato proporzionale a ciò. Ma sono o non sono una star? Vale la solita risposta. No. In ogni caso, li ordinai.
Con una e -mail ebbi conferma del disegno. Erano proprio quelli!
Il pacco mi arrivò che non ero a casa, lo dovette ritirare mio padre. Lo cercai dappertutto, perchè me lo nascose. Fu come una bellissima sorpresa.



postato da: mllechanel alle ore 21:07|commenti (10)| p.link
sabato, 20 gennaio 2007

Da sabato a sabato

Lo scorso sabato pomeriggio, in auto, comincio a sentire uno strano fastidio su una parte del contorno del labbro inferiore. Tornando a casa allungo la strada di una ventina di chilometri per raggiungere una farmacia di turno aperta e prendo la pomata da metterci su.  Poi mi do mentalmente della stupida perchè il giorno prima avevo schiacciato qualcosa credendolo un foruncolo. So che diventerà così un herpes simplex di quelli giganteschi. La sera ascolto il nuovo album di Carla Bruni intitolato 'No promises', questa volta cantato in inglese. Però la sua flebile vocina preferisco sentirla in lingua francese. E scopro Bharat Sikka, il fotografo che ha curato le immagini del cd che mi hanno colpito soprattutto per la luce.
La domenica la salto. La vivo leopardianamente.
Il lunedì trascorre velocemente perché carico di impegni. Ma la sera sono stanchissima.
Il martedì si consuma e basta.
Il mercoledì è altresì un giorno ordinario, se non fosse che dovendo andare in tre al cinema e poi a mangiare la pizza ci andiamo invece in cinque. E per accordarci nuovamente tutti ho ricevuto e fatto un totale di cinque telefonate in cinque minuti. Mi sono irritata e ho torturato il mio herpes pur sapendo di peggiorare la situazione. Al rientro ho preparato meticolosamente la sacca per la prima lezione di pilates. O meglio, seduta valutativa che aspetto di fare da un anno. Questo studio di pilates non ha un buco libero.
Il giovedì mattina mi sveglio euforica e mi sento lo stesso come Madonna -lei non deve mettersi in lista d'attesa-: ho al braccio la mia Balenciaga e nella sacca una bottiglietta di acqua Voss. Sono una vera star. Arrivo all'appuntamento con largo anticipo e già per questo mi sento meno Madonna. Inizio a spogliarmi e una signorina, invece, viene a dirmi di non farlo. La mamma dell'istruttrice è caduta dalle scale. Deve portarla al pronto soccorso. La mia aurea da star svanisce del tutto. Dici tu che a Madonna farebbero saltare una lezione? Non sia mai.  Esco con indicibile delusione e mi dirigo verso casa. Prima entro in un negozio e chiedo il costo della poltrona che mi piace. Cinquemila euro. Non sono Madonna. No.
Il venerdì incontro la mia amica per il suo compleanno. Le dono il cd di Carla Bruni -non l'ho riciclato, ne avevo comprati due- e un mazzo di fiori così bello che vorrei tenerlo per me. Acquisto nel pomeriggio una bellissima lunga sciarpa nera in lana e seta e ben due boccette di 'Le vernis' di Chanel facenti parte della nuova collezione. La splendida nuances 'Madness' ed una più banale in rosa, 'Allegoria'. Rimango indecisa sul nuovo nero che tanto farà tendenza: 'Noir Ceramic', forse troppo perlato, vira verso un grigio scuro metallizzato. Dichiaro fedeltà al 'Black Satin'.
Oggi, nuovamente sabato, mi ritrovo con l'herpes simplex ancora da  curare, diventata pure più grande, e con un dito della mano sinistra fasciato per aver affettato una parte di polpastrello tagliando un finocchio.
postato da: mllechanel alle ore 19:06|commenti (8)| p.link
sabato, 06 gennaio 2007

Parigi più di un anno fa



scatti personali - Parigi 2005

Gli scatti furtivi sono quelli che preferisco. Quelli che ti rapiscono pezzetti d'anima. L'anima che ritrovi poi, in quelle immagini, riguardandole. Poter ritornare, in un giorno qualsiasi, a Montmartre. Sento la voce di Edith Piaf che mi rimanda lo stereo. Sento le note di 'C'est à Hambourg' e ricordo quella signora che le cantava.
postato da: mllechanel alle ore 13:15|commenti (2)| p.link