Arriva sempre il momento dei regali di Natale e anche per me, fanatica di shopping è una faticaccia. Dovete sapere che, per persone con il mio stesso ‘problema’, la cosa importante è comprare, non è necessario l’acquisto sia per sé.
Fate voi se io, con questo requisito, avverto pressione pensando di inoltrarmi, in questo particolare periodo, nei più svariati generi di negozi, cosa può provare un comune mortale che non sa nemmeno cosa voglia dire (giusto per fare un esempio) impiegare anche venti minuti per scegliere la giusta tonalità di rosso per un rossetto. Sapete vero che il rosso è un colore tremendo? Questo significa, non solo perdere un sacco di tempo, ma a volte sbagliare in ogni caso nuance.
Ecco, dopo anni di compere natalizie, ho perfezionato grazie all’esperienza, un’adeguata tecnica per ridurre al minimo le ore perse, i soldi spesi e il sacrificio di ritrovarmi in mezzo ad orde di compratori affannosi: il riciclaggio di doni.
Riciclare doni non è cosa facile a farsi ma, per quanto mi riguarda, non mi fa sentire affatto in colpa.
Riciclare doni è un’arte complessa. Bisogna essere raffinati ed oculati. Per riuscire al meglio è bene aver presenti alcuni indispensabili accorgimenti.
Innanzitutto sarebbe ideale conservare sacchetti di negozi dove si sono fatti acquisti in altre occasioni. Possono, infatti, tornare utili nel momento in cui si consegna alla persona interessata il regalo riciclato-pensato per lei. Presentare il pacchetto dentro ad un sacchetto di un negozio dove si potrebbe averlo comprato toglie qualsiasi sospetto.
Recuperare altresì i nastri che recano impresso il nome di un negozio; difficilmente si potrà riutilizzare la carta di un pacco in precedenza aperto, ma utilizzandone poi una nuova e usando invece i nastri avremo la stessa certezza di fugare dubbi circa la vera provenienza dell’oggetto.
Frenare la curiosità di aprire completamente un regalo –certo questo non sempre è possibile-. L’esperienza mi ha insegnato anche ad applicare questo criterio quando mi si regala un profumo. Scartare, ringraziare e mai togliere il celofanne che riveste la scatola. Se la profumazione fosse poco gradita? Si dovrà, infatti, in un secondo momento procurare un campioncino di quel profumo e solo dopo decidere se tenerlo per sé o riciclarlo. Avendo forse la fortuna che quelle possano proprio essere le ‘note’ che piacciono a qualcuno che conosciamo.
Io, ad oggi, ho riciclato vasi, cornici, tazze, caraffe, bracciali, trousse, profumi, libri. E quantaltro.
Ecco, i libri sono un capitolo a parte. Si possono ridonare libri che proprio non si sono letti perché sappiamo non essere il nostro genere (se a me regalassero un libro di storia non riuscirei a leggerne quattro pagine filate), oppure quelli che disgraziatamente ci sono stati già regalati da altri (accade solitamente ciò con i best sellers) o ancora con quelli che abbiamo già letto (badando bene a non sgualcirli), ma che non intendiamo conservare nella nostra libreria.
Donare è un’arte. Riciclare è ancor più difficile, ma da esperta garantisco il buon esito.
Alcuni oggetti, però, non li riciclo. I regali rispecchiano, il più delle volte, la persona che li ha donati e alcuni smaliziati potrebbero capire che io, mai, avrei acquistato quella roba.
Attenzione, l’importante è che, anche nel ‘gesto’ del riciclo, si pensi accuratamente a chi andrà il dono e soprattutto quale dono. Insomma, ci si deve chiedere se sarà una scelta giusta.
Che male c’è nello spacchettare, rimpacchettare, mettere nel sacchetto adatto, un vaso che a casa nostra rimarrebbe nascosto nella credenza perché non incontra il nostro gusto, quando invece sappiamo che donandolo renderemo felice qualcuno? Che chissà come mai cercava proprio un vaso con quelle caratteristiche.