PIANETA TERRA


l'opera - mimmo rotella -


il libro - la solitudine dei numeri primi -


il film - sex and the city-

il cd - vampire weekeand -

il personaggio - lou doillon -


l'abito -kenzo a-i 08/09-

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martedì, 24 ottobre 2006

Sensibilità gay

Mio padre è sempre stato definito un 'orso' e questa spartana descrizione, contenuta interamente in una parola, deriva dal suo essere ombroso e burbero. Così appare la maschera che indossa per proteggersi nei momenti di debolezza, ma in generale per salvaguardare la sua persona, già provata da angosce non facili da dimenticare.
Egli si presenta imperturbabile di fronte alle più disparate situazioni. Tuttavia riesce a sorprendermi ogni qualvolta, entrando in casa mia, tiene in mano un piccolo mazzo di fiori da offrirmi. Le composizioni, da lui personalmente create, sono ad esempio, in questo periodo autunnale, accostamenti di bacche rosse di rose con foglie di edera, accompagnate dai candidi grappoli ornamentali della symphoricarpos, che mia bisnonna Giuditta chiamava 'lacrime della Madonna' per la sua forma di perla e consistenza; ancora oggi, come quando ero bambina, mi piace schiacciarle tra le dita e sentire il morbido e compatto succo del loro cuore. A volte, nei suoi mini bouquet aggiunge qualche ciuffo di pianta aromatica, tipo il rosmarino.
Sono mazzi di fiori molto stylish, con unioni di colore insolite, vicino al rosso può comparire il viola, accostamento a mio parere straordinario.
Insomma, mio padre ha una predisposizione creativa degna di un grande fiorista gay. E così, bizzarramente, se ne esce la sua taciuta sensibilità.
postato da: mllechanel alle ore 21:51|commenti (4)| p.link
venerdì, 13 ottobre 2006

Il libro che diventa film


Aspettavo con ansia l'uscita, anche nella sale italiane, de 'Il diavolo veste Prada'. Finalmente da oggi, lo si potrà andare a vedere. Indubbiamente non mancherò all'appuntamento. Al tempo della lettura del libro -scritto da Lauren Weisberger- pensai, e lo posso dire onestamente, che la storia si sarebbe splendidamente prestata per il cinema. A dirla tutta, pensai addiritura che la storia in questione fosse perfetta per una versione cinematografica, e forse meno, per un libro. Si dice che la sceneggiatura di David Frankel (regista di alcuni episodi di 'Sex and the City') sia ben costruita e frizzante. Meryl Streep è stata applaudita per aver straordinariamente vestito i panni di Miranda Priestly, direttore dispotico e irragionevole di 'Runway' (leggasi Anne Wintour direttore di 'Vogue America'), la rivista più influente che detta legge sulle tendenze della moda.



Anne Hathaway dà, invece, vita al personaggio di Andy, una 'sprovveduta' ragazza che si ritrova catapultata in un mondo (quello della moda)  patinato e frenetico. I trilli continui del telefonino, la consegna a Miranda della copia della rivista prima di andare in stampa, le scelte dei capi da indossare per non sfigurare nei confronti delle colleghe issate su tacchi a spillo vertiginosi, la selezione degli abiti e degli accessori da usare per i servizi fotografici saranno pane per i nostri denti. La trasformazione di Anne (da non curante del suo aspetto esteriore a perfetta icona di uno stile curatissimo anche nei minimi dettagli) poi, immagino sia stata confezionata con un ritmo spassoso e non vedo l'ora di godermela.



Sfogliando alcune immagini sulle pagine web, ho visto questo fotogramma



e subito l'ho messo in relazione con l'episodio 65 , intitolato "A 'Vogue' Idea", della quarta stagione di 'Sex and the City'



nel quale si racconta del primo articolo che Carrie scrive per 'Vogue' e dove lei entra nel fornitissimo 'Vogue fashion closet' che custodisce una gran quantità di vestiti, scarpe e borse e quant'altro si possa pensare.



In una scena-clou Carrie perde, per un istante, la ragione alla vista di un paio di Mary Jenes disegnate da Manolo Blahnik e, con queste in mano, si inginocchia.

Per chi, come me, ama il mondo della moda, lussuoso ed ingannevole, sarà uno spasso.

postato da: mllechanel alle ore 12:06|commenti (4)| p.link
domenica, 08 ottobre 2006

Riflessioni

Penso di avere un'avversione nei confronti di quelle persone che mi domandano sempre: 'quanto costa?'. E ultimamente me lo sento chiedere troppo spesso.
postato da: mllechanel alle ore 15:08|commenti | p.link