


Aspettavo con ansia l'uscita, anche nella sale italiane, de 'Il diavolo veste Prada'. Finalmente da oggi, lo si potrà andare a vedere. Indubbiamente non mancherò all'appuntamento. Al tempo della lettura del libro -scritto da Lauren Weisberger- pensai, e lo posso dire onestamente, che la storia si sarebbe splendidamente prestata per il cinema. A dirla tutta, pensai addiritura che la storia in questione fosse perfetta per una versione cinematografica, e forse meno, per un libro. Si dice che la sceneggiatura di David Frankel (regista di alcuni episodi di 'Sex and the City') sia ben costruita e frizzante. Meryl Streep è stata applaudita per aver straordinariamente vestito i panni di Miranda Priestly, direttore dispotico e irragionevole di 'Runway' (leggasi Anne Wintour direttore di 'Vogue America'), la rivista più influente che detta legge sulle tendenze della moda.

Anne Hathaway dà, invece, vita al personaggio di Andy, una 'sprovveduta' ragazza che si ritrova catapultata in un mondo (quello della moda) patinato e frenetico. I trilli continui del telefonino, la consegna a Miranda della copia della rivista prima di andare in stampa, le scelte dei capi da indossare per non sfigurare nei confronti delle colleghe issate su tacchi a spillo vertiginosi, la selezione degli abiti e degli accessori da usare per i servizi fotografici saranno pane per i nostri denti. La trasformazione di Anne (da non curante del suo aspetto esteriore a perfetta icona di uno stile curatissimo anche nei minimi dettagli) poi, immagino sia stata confezionata con un ritmo spassoso e non vedo l'ora di godermela.

Sfogliando alcune immagini sulle pagine web, ho visto questo fotogramma

e subito l'ho messo in relazione con l'episodio 65 , intitolato "A 'Vogue' Idea", della quarta stagione di 'Sex and the City'

nel quale si racconta del primo articolo che Carrie scrive per 'Vogue' e dove lei entra nel fornitissimo 'Vogue fashion closet' che custodisce una gran quantità di vestiti, scarpe e borse e quant'altro si possa pensare.

In una scena-clou Carrie perde, per un istante, la ragione alla vista di un paio di Mary Jenes disegnate da Manolo Blahnik e, con queste in mano, si inginocchia.
Per chi, come me, ama il mondo della moda, lussuoso ed ingannevole, sarà uno spasso.