

Calvin Klein
Burberry
Louis Vuitton
Calvin Klein, Burberry, Versace, Belstaff, Dior, Longchamp, Louis Vuitton, David Yurman, Bulgari Parfum, Agent Provocateur, Nikon, Rimmel. Un lungo elenco che lascia senza fiato. Un'interprete perfetta per ogni scatto e per ogni tipologia di prodotto: Kate Moss. A nessuno penso sia sfuggita una di queste immagini che ritrae la controversa top-model, a sua volta top nell'olimpo delle top. Parole e fiumi di inchiostro su di lei si sprecano, non ultimo Michael Roberts, direttore della sezione fashion&style di Vanity Fair Usa che l'ha definita "l'icona più seguita del nostro tempo". Lei, dopo lo scandalo cocaine-Kate che l'ha 'stroncata' -ma per poco- è riemersa come l'araba fenice dalle ceneri: protagonista di molte campagne pubblicitarie e anche di video promozionali (come i quattro diversi cortometraggi per Agent provocateur diretti dal regista Mike Figgis), la divina Kate compare così su quasi tutte le prime pagine delle riviste più patinate del globo. Non so quanto questo meccanismo, che si è andato a creare attorno al suo personaggio, possa far bene al mondo della pubblicità. La modella dovrebbe essere scelta in base a canoni estetici e non per la condotta di vita della stessa, vita, in questo specifico caso, ambigua e quindi affascinante. La trasgressione ed il senso del proibito colpiscono sicuramente di più rispetto ad un modo di vivere ligio e trasparente. Lei è entrata in questo modo nel mondo dei belli e dannati e farà storia. Non si discute, da parte sua, l'aver accettato tutte le proposte ricevute, Kate lavora e lavora bene, ma ritengo innoportuna la scelta di queste case di moda che l'hanno ingaggiata. Essere rappresentativi per un prodotto significa ben altro che una fotografia ben eseguita. Come può una modella essere testimonial di Calvin Klein e anche di Louis Vuitton? Una testimonial deve incarnare lo stile di quella maison. Deve creare un mood. Succederà che qualcuno volendo comprare una giacca da motociclista in pelle di Belstaff acquisterà invece un trench Burberry.
11.30. Sono uscita dall'ufficio per un caffè. Sono scesa dall'auto e nel breve tragitto per arrivare al bar sono stata raggiunta da una ragazza mia conoscente -ormai è una conoscente da più di dieci anni- e sono stata investita dalla sua voce squillante, dai suoi mille sorrisi, dalle sue parole sparate a raffica - lei parla più di me e vi assicuro che ce ne vuole- e la mia giornata è diventata luminosa in un solo attimo. Ha un modo che mi piace tutto: la naturalezza e la carica di simpatia che la contraddistinguono sono aspetti straordinari del suo carattere. Forse gli unici che conosco, ma poco mi basta.
Da poco possego
Toile Damier Speedy 30 - Louis Vuitton
Volevo da tempo comprarmi la famosa borsa di LV modello Speedy, la sua forma compatta ed elegante -anche se indubbiamente non è una borsa da sera- mi piace tanto, ma sono sempre stata restia perchè non mi piace in Toile Monogram, il logo un po' mi frena. L'indecisione e la conseguente attesa ha dato i suoi frutti, infatti per la Collezione Autunno-Inverno 2006-2007 il mitico bauletto è stato proposto nella versione Damier Canvas ed io non ho più resistito.
Ora però vorrei anche questa
La leggendaria 2.55 pensata da Mademoiselle Coco nel febbraio del 1955 mi fa trascorrere delle notti insonni da sabato, quando nel pomeriggio sono andata a lustrarmi gli occhi in boutique. Da allora sono qui che valuto se mi conviene raccimolare quasi quattro euro al giorno -non me ne accorgerei!- per un anno intero -ma è un'infinità di tempo!- o vendere subito un rene su eBay.
Nel lustrarmi gli occhi ho avuto il piacere di imbattermi in una versione decisamente più grande della incantevole 2.55, ma uguale in tutto e per tutto. Dovrebbe appartenere alla collezione 'Paris-New York' di questa stagione. Devo dire che non conoscevo suddetta variante e la cosa mi pare strana. Cercherò dettagliate informazioni.