Il caldo è soffocante e giro per casa in déshabillé.
Da oggi, e sicuramente per due settimane, quando aprirò il frigorifero, anche solo per versarmi un bicchiere di acqua fresca, sarò investita da un odore fortissimo. Formaggi francesi!
Gli zii parigini, ospiti a casa dei miei genitori, sono arrivati non più di tre ore fa con il loro carico di prelibatezze. La loro generosità è incommensurabile. Questo appuntamento si rinnova di anno in anno e ogni volta è un tripudio per i miei occhi, quando spacchetto i doni, e per la gola, quando mangio e bevo.
Il frigorifero è per l'appunto occupato in gran parte da formaggi: roquefort, camembert de Normandie, reblochon, tomme de Savoie. Passando al ripiano superiore: rillette de canard à l'orange e rillette du mans; un poco più in là una confezione di foie gras che fa capolino tra un banale vasetto di yogurt e una bottiglietta-togli sensi di colpa di Coca Light. Bellissimi i vasetti con tappo a maxi quadretti vichy di Bonne Maman: una confiture de figues à la cannelle -sono stata bravissima a resistere dall'aprirlo al volo- una gelée de cassis e una gelée de mirabelle.
Non potevano mancare i vini tra i quali spiccano alcune bottiglie di sauternes -prodotto con uve attaccate dalla famosa muffa nobile- e di champagne.
A breve quindi una cena francese sarà servita a qualche fortunato amico. Non è facile trovare persone che sappiano apprezzare e gustare sapori tanto intensi quanto particolari.
L'entrée potrebbe essere una fetta di pane appena tiepido con un tocchetto di foie gras servita con il sauternes e poi, con astuta eleganza, come riesce solo ad un vero francese, la bottiglia contenente ancora vino sparirà dal tavolo per ricoparire alla fine accompagnata da un dolce al cioccolato fondente.
Questa sera però non rinuncerò ad affondare il cucchiaino nella marmellata di fichi.
La prova costume tanto acclamata da tutte le riviste -e io non ne posso più- non sarà mai il mio forte.