Il mio primo post.
Cosa potrei fare altrimenti?
Mi rimane solo che scrivere.
Il contatore dice che ho ricevuto fino ad ora centonovantuno visite. Io, fino ad ora, non ho scritto ancora niente. L'idea di quel numero che continua a crescere e neanche una frase di senso compiuto da poter leggere mi mette l'ansia.
La volontà di buttarmi nel vuoto tuttavia mi attrae. Questo, detto francamente, significa che sono un'imbranata, che non conosco il mondo dei blogs -anzi lo conosco, ma dal lato dei lettori-, quindi il fatto di ritrovarmi davanti alla tastiera per buttare giù quattro righe mi confonde quanto mi dà lo slancio per far parte di chi i blogs li scrive. Poi c'è il desiderio che riesca bene almeno il debutto. E quasi mi viene il mal di testa tanto è grande il desiderio. E' la concentrazione.
Il mio debutto doveva essere scoppiettante. Non lo sarà. Ho cercato in questi ultimi giorni, quasi sempre la notte, di impegnarmi per un gradevole risultato, eppure il massimo ottenuto è dato dal testo giustificato -mi è stato suggerito che il termine esatto è questo, io fino all'altro giorno parlavo di margini uguali-. Le mie fotografie, una grande passione, rimangono dunque, per il momento, raccolte nelle cartelle di iPhoto. Ma sia.