PIANETA TERRA


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il cd - vampire weekeand -

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l'abito -kenzo a-i 08/09-

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martedì, 27 giugno 2006

Photographe

Le più belle fotografie che ho scattato sono quelle che ritraggono Parigi. Parigi ammirata per la quarta volta, ormai più di un anno fa. La mia Parigi. Ciascuno possiede ciò che è nella sua memoria.
Il mio occhio schiacciato sul mirino e la voglia di portare a casa momenti vissuti. Certe immagini rimangono impresse nella mente solo se le fermi con un fotogramma.
Bianco e nero.
Ricordare quella ragazza di fronte al Centre Pompidou seduta a terra, completamente staccata dalla realtà da non accorgersi che a meno di tre metri c'ero io con la macchina fotografica voltata verso lei. O quel signore immobile sulle strisce pedonali e molto irritato dal fatto che un automobilista non volesse fargli attraversare la strada. O ancora quella vecchia signora con una cuffia di cotone bianco in testa che aspettava con pezzetti di pane tra le mani i piccioni alla finestra.
E oggi invece dalla finestra dello studio vedo i vigneti di mio padre ordinati come sempre. Le foglie grandi di un verde luminoso e sotto l'erba appena tagliata.
Colore.
Mi viene voglia di fare degli scatti.
Sono una fotografa inesperta, ho troppe poche nozioni per riuscire in uno scatto nella sua costruzione pressoché perfetto, ma l'essenziale in questa arte è saper cogliere l'attimo e avere il cuore aperto.
postato da: mllechanel alle ore 14:15|commenti (2)| p.link
martedì, 20 giugno 2006

Risponde M.lle Chanel

La storia ci racconta che la giovane Antoinette, figlia del futuro presidente della Repubblica francese Felix Faure, abbia chiesto al suo amico Marcel di rispondere ad una serie di domande contenute in un album inglese. Quel Marcel era Marcel Proust e quelle domande sono diventate il 'questionario di Proust'.
Mi è sempre piaciuto leggere interviste strutturate con il ritmo incalzante dato da risposte brevi e schiette. Con una ricerca veloce ho reperito il questionario e ho cancellato con un segno di matita le domande che non mi piacevano. Sono andata in camera, mi sono vestita di nero, ho sceso le scale e mi sono accomodata su uno dei miei moderni troni in policarbonato trasparente. Ho finto di avere di fronte una giornalista ed ho risposto con piglio sicuro.
-
Il tratto principale del suo carattere.
La sincerità. Poi sono un'estroversa.
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Il suo principale difetto.
Sono egocentrica e pigra.
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La sua occupazione preferita.
Fotografare. Ma non sono ancora molto brava.
-
Il suo sogno di felicità.
Davvero non saprei. Io sono felice anche quando bevo il caffè passeggiando in cortile. Vede? Immersa nel verde mi sento felice.
-
Quel che vorebbe essere.
Non ci ho mai pensato. Diciamo che mi accontento di me.
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Il paese in cui vorrebbe vivere.
Sto davvero bene dove vivo.
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Il suo colore preferito.
Il verde.
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Il fiore che ama.
La rosa. Mi piacciono i cespugli di rose antiche di mia madre. Poi, se vuole, l'accompagno a vederne qualcuno anche se stanno sfiorendo.
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I suoi pittori preferiti.
Molti, ma preferisco l'architettura e il design.
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I suoi eroi nella vita reale.
Tutte le persone che vivono con integrità morale.
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I suoi nomi preferiti.
Beatrice, Margherita, Cecilia, Sofia.
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Quel che detesta più di tutto.
L'ignoranza.
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Come vorrebbe morire.
Non ci ho mai pensato, non per paura, semplicemente me lo sto chiedendo ora per la prima volta. Ecco, non so come vorrei morire, ma vorrei morire a casa mia.
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Stato d'animo attuale.
Sono serena.
-
Il suo motto.
Non ho motti.
-
Mi sono alzata ed ho accompagnato la mia immaginaria interlocutrice a vedere le rose. Si sono avvicinati i cani. Abbiamo conversato piacevolmente ancora per poco, poi lei ha detto di capire perché io non voglia andarmene di qui.
postato da: mllechanel alle ore 17:59|commenti | p.link
giovedì, 15 giugno 2006

Il mio compleanno

E sono 30.
postato da: mllechanel alle ore 09:32|commenti (4)| p.link
venerdì, 09 giugno 2006

Début

Il mio primo post.
Cosa potrei fare altrimenti?
Mi rimane solo che scrivere.
Il contatore dice che ho ricevuto fino ad ora centonovantuno visite. Io, fino ad ora, non ho scritto ancora niente. L'idea di quel numero che continua a crescere e neanche una frase di senso compiuto da poter leggere mi mette l'ansia.
La volontà di buttarmi nel vuoto tuttavia mi attrae. Questo, detto francamente, significa che sono un'imbranata, che non conosco il mondo dei blogs -anzi lo conosco, ma dal lato dei lettori-, quindi il fatto di ritrovarmi davanti alla tastiera per buttare giù quattro righe mi confonde quanto mi dà lo slancio per far parte di chi i blogs li scrive. Poi c'è il desiderio che riesca bene almeno il debutto. E quasi mi viene il mal di testa tanto è grande il desiderio. E' la concentrazione.
Il mio debutto doveva essere scoppiettante. Non lo sarà. Ho cercato in questi ultimi giorni, quasi sempre la notte, di impegnarmi per un gradevole risultato, eppure il massimo ottenuto è dato dal testo giustificato -mi è stato suggerito che il termine esatto è questo, io fino all'altro giorno parlavo di margini uguali-. Le mie fotografie, una grande passione, rimangono dunque, per il momento, raccolte nelle cartelle di iPhoto. Ma sia.
postato da: mllechanel alle ore 23:37|commenti (7)| p.link